PRESENTAZIONE DELL’INVENTARIO
DELL’ARCHIVIO STORICO DELLA CASSA DI RISPARMIO DI JESI

a cura di Arianna Franceschini

giovedì 25 maggio 2017 alle ore 18.00

Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, Palazzo Bisaccioni, Piazza Colocci n. 4, JESI

interverrà

Mario Squadroni – Soprintendente Archivistico e Bibliografico dell’Umbria e delle Marche

L’archivio della Cassa di Risparmio di Jesi è stato recuperato, riordinato e inventariato grazie al progetto promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e con il benestare della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche.
Le carte conservate documentano non soltanto la storia della Cassa di Risparmio, ma anche la storia della città di Jesi a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino al 1991, anno della nascita della Cassa di Risparmio Spa, confluita successivamente in Banca Marche.
I documenti d’archivio testimoniano sia l’attività finanziaria di sostegno ai privati e alle imprese, sia l’attività di promozione culturale, assistenza e beneficienza, consentendo di far luce tanto sulle vicende istituzionali quanto sulla realtà sociale della città.
La realizzazione dell’inventario consente di fruire di questo patrimonio di grande interesse per tutta la città.

 Introduzione del Presidente in sede di apertura della  presentazione dell’inventario dell’archivio storico della Cassa di Risparmio di Jesi tenutasi giovedì 25 maggio 2017

 

Desidero innanzitutto dare il benvenuto alle autorità ed agli amici che hanno voluto partecipare a questo momento inaugurale di una delle più significative iniziative portate a termine dalla Fondazione Carisj in questi quattro anni del nostro mandato: una realizzazione che contribuisce ad arricchire significatamente il complesso delle attività presenti nel museo di Palazzo Bisaccioni.
Sento il dovere di esprimere un ringraziamento particolare al Soprintendente Archivistico e Bibliografico dell’Umbria e delle Marche, Dott. MARIO SQUADRONI, che ci onora della sua presenza ed alla Dott.ssa Arianna Franceschini che si è fatta carico di questo enorme lavoro di cernita e di catalogazione della mastodontica mole di materiale archivistico che segna lo spaccato dei 150 anni di storia della Cassa di Risparmio di Jesi.
Il contesto di questa nostra iniziativa, che vi verrà tra breve illustrato, non segna la fine del lavoro intrapreso, ma rappresenta semplicemente un importante base di partenza per gli approfondimenti che dovranno seguire.
Infatti:
– Il lavoro di ordinamento, schedatura e di inventario durerà ancora nel tempo per le necessarie integrazioni ed approfondimenti;
– L’elaborazione in corso dell’archivio fotografico, già inventariato, sarà oggetto di un approfondito studio finalizzato ad una apposita pubblicazione;

 

 

 – Si dovrà provvedere al restauro progressivo dei tomi e della documentazione che necessitano di questo intervento;
– Si dovrà provvedere alla razionalizzazione dell’archivio corrente di Carisj ed alla realizzazione di pubblicazioni che traccino l’attività più rilevante realizzata dalla fondazione a partire dal 1994, data in cui cessa l’attività della Cassa di Risparmio di Jesi che confluisce in Banca delle Marche, in poi;
– Ci si dovrà, infine, preoccupare del costante aggiornamento ed arricchimento di questo comparto sul sito internet informativo delle attività correnti della nostra fondazione.
Come si vede l’impegno futuro su questo specifico comparto non mancherà e noi desideriamo assicurare che verrà puntualmente onorato.

Oggi più che mai la nostra società civile sta prendendo coscienza della irrinunciabile esigenza di riscoprire le proprie origini, di fare riferimento ai valori essenziali che caratterizzano la propria identità; sente, cioè, come insopprimibile l’imperativo di affondare nel presente le radici del suo passato storico per essere in grado di tracciare gli orizzonti del proprio futuro, forti delle certezze che hanno caratterizzato il suo incedere nel corso della storia: in questo senso anche la nostra odierna iniziativa, che mette in sicurezza e a disposizione della comunità uno spaccato della realtà locale, contribuisce a mantenere la nostra identità e può dare un piccolo contributo sulla strada della conoscenza del nostro passato.

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