Il sogno liquido

Dicono di lui che la leggerezza del mare sia solo dei suoi quadri, ma la gravezza pure. Dicono di lui che l’altra faccia della luna sia il suo orto e che ci crescano solo melagrane. Qualcuno si ricorda che lui è stato sempre così: coltiva le nuvole. Quei dipinti di Crostelli sembrano così incontrovertibili da diventare opere per un pubblico che sempre più s’allontana dall’arte, e vi ritorna per piacere e per gioco.

Il raggio d’azione su cui si muove l’artista Andrea Crostelli è piuttosto vasto e complesso. Egli si sposta da un soggetto all’altro con estrema disinvoltura, da una tecnica all’altra con naturalezza disarmante. Il figurativo, l’informale, l’astratto e tante altre correnti artistiche sembrano averlo attraversato senza aver lasciato segni evidenti, perché tutto Crostelli stravolge e, dimentico del tutto, si lascia guidare dall’amore, solo dall’amore e dalla forza a trazione anteriore che questi possiede. Spinto “oltre”, oltre il tangibile, oltre se stesso, non gli resta che vagare.

Nella pittura egli può sentirsi veramente uomo, perché può far ascoltare il suo grido senza violentare il prossimo, senza che la sua fragilità lo sbatta in un angolo. Egli usa un segno delicato che ha grande energia. E l’energia muove il mondo. Legati ai nudi femminili di Andrea Crostelli ci sono embrioni di “figure umane”: un misto di uccelli, pesci, persone, le stesse che ritroviamo anche all’esterno come compagni fedeli per l’esistenza. Le pulcinelle di mare che attorniano queste donne pensierose, riflessive, assorte partecipano compassionevoli ai loro disagi animando silenzi pesanti con un fare leggero, giocoso, comprensivo.

Futurismi

La mostra “Futurismi – percorsi futuristi nell’arte del primo Novecento” curata dal Prof. Stefano Papetti, ha portato l’attenzione sugli sviluppi che il Futurismo ha avuto nelle Marche a partire dal 1922, quando a Macerata, presso il Convitto Nazionale, il giovane pittore Ivo Pannaggi organizzò una mostra di opere di Balla, Boccioni, Carrà e Depero, e sui riflessi di tale stagione dell’arte italiana su quella marchigiana, che non furono di poco conto.

Sono state esposte alcune opere di principali esponenti del movimento come Balla, Depero, Sironi e degli artisti marchigiani che hanno fatto parte del “gruppo futurista” o “gruppo maceratese” quali: Rolando Bravi, Cleto Capponi, Sante Monachesi, Ivo Pannaggi, Umberto Peschi, Bruno Tano e Wladimiro Tulli.
In evidenza

Orizzonti di senso

La Galleria GINOMONTI arte contemporanea di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e con l’Associazione Culturale ART ‘UP, è lieta di invitarVi all’inaugurazione della mostra

ORIZZONTI DI SENSO

BARTOLINI, BOLDRINI, CUTINI, GIULIANI

che si terrà sabato 5 novembre 2016 alle ore 18.00 presso la prestigiosa cornice di Palazzo Bisaccioni di Jesi.

La mostra accosta le opere di quattro illustri artisti marchigiani contemporanei, Ubaldo Bartolini, Andrea Boldrini, Giorgio Cutini e Giuliano Giuliani, i cui diversi percorsi creativi esemplificano altrettanti, ed egualmente interessanti, modi di declinare la cultura del nostro tempo, nella comune ricerca di nuovi orizzonti di senso per l’uomo nei suoi rapporti con la sua storia, con la natura che lo ospita e con la spiritualità che tutto pervade.

L’esposizione sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni, fino al 20 novembre 2016, presso la sala museale di Palazzo Bisaccioni secondo i seguenti orari: 9.30-13 e 15.30-19-30.

Inaugurata sabato 5 novembre 2016, con successo di pubblico e consensi culturali, la mostra "Orizzonti di senso", che ospita le opere di quattro illustri artisti marchigiani contemporanei: Ubaldo Bartolini, Andrea Boldrini, Giorgio Cutini e Giuliano Giuliani. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni, fino al 20 novembre 2016, presso la "Sala blu" di Palazzo Bisaccioni con i seguenti orari: 9.30-13.00 e 15.30-19.30.

Giornata del contemporaneo

Sabato 15 ottobre si è tenuta l' inaugurazione della mostra "L' ape turchese" dell' artista fabrianese Roberto Moschini. La mostra verrá esposta nelle sale museali di Palazzo Bisaccioni fino al 30 ottobre. L'esposizione è un interessante viaggio nella cultura tibetana, attraverso una straordinaria trasposizione in immagini dei "Canti di Lasha" del VI Dalai- Lama, vissuto nel XVIII secolo.

“La scuola Romana…”

Il 24 giugno 2016 alle ore 18,30 presso la sede della Fondazione sarà inaugurata la mostra ” La scuola Romana da Via Cavour agli anni ’50

LA SCUOLA ROMANA Invito 16-05-16

Dal 24 Giugno al 25 Settembre 2016, la Fondazione Cassa di risparmio di Jesi, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, organizza presso la propria sede di Palazzo Bisaccioni, in Piazza Colocci, n. 4 di Jesi, la mostra “La Scuola Romana, da Via Cavour agli anni ‘50”.

E’ il 1927 quando Antonietta Raphael e Mario Mafai vanno ad abitare proprio in Via Cavour al numero civico 325. Il palazzo in stile umbertino verrà demolito nel 1930 per far posto alla mussoliniana “Via dell’Impero”, oggi Via dei Fori Imperiali.

L’appartamento diverrà luogo di incontro di artisti, intellettuali e poeti, Enrico Falqui, Giuseppe Ungaretti, Libero de Libero, Leonardo Sinisgalli, Gino Bonichi (Scipione), Corrado Cagli, insieme ad Antonietta Raphael e Mario Mafai danno vita a quella che sarà definita da Roberto Longhi, padre della critica d’arte contemporanea italiana la prima Scuola Romana.

Ricorda Antonietta: «Roma da quelle parti era stupenda, tutte piazzette, casette e noi avevamo una casa all’ultimo piano con un terrazzo enorme, meraviglioso, dove mangiavamo, dipingevamo, chiacchieravamo, e di lì c’era quella veduta che faceva rimanere senza fiato.»

Nel corso degli anni, sotto l’impulso dei suoi tre maggiori protagonisti, Mafai, Raphael e Scipione, la Scuola Romana si svilupperà dagli Anni Trenta e Roberto Melli, Renato Marino Mazzacurati, Guglielmo Janni, Donatella Pinto, Fausto Pirandello, Ferruccio Ferrazzi, Corrado Cagli, Emanuele Cavalli, Giuseppe Capogrossi,  Renato Guttuso, i fratelli Afro e Mirko Basaldella, Leoncillo, Toti Scialoja, Pericle Fazzini, Alberto Ziveri, Renzo Vespignani e Giovanni Omiccioli, Francesco Trombadori, Luigi Bartolini e Orfeo Tamburi, daranno vita ad una Seconda Stagione, fino alla Seconda Guerra Mondiale.

Parallelamente la Galleria “2G” di Jesi allestirà un omaggio alla Scuola Romana ad opera dell’artista locale Danilo Santinelli.

Un prezioso catalogo a cura di Giancarlo Bassotti, con testi di Roberto Cresti e Nicoletta Rosetti, arricchisce e documenta l’evento.

 

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La mostra ha ottenuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

 

Saranno visibili le opere dei seguenti artisti:

Scipione (Gino Bonichi)

Mario Mafai

Antonietta Raphael

Pericle Fazzini

Corrado Cagli

Emanuele Cavalli

Arnolfo Crucianelli

Afro Livio Basaldella

Guglielmo Janni

Luimgi Bartolini

Giovanni Omiccioli

Orfeo Tamburi

Giorgio De Chirico

Giuseppe Capogrossi

Alberto Ziveri

Renato Guttuso

Fausto Pirandello

Francesco Trombadori

 

 

Inaugurazione:

venerdi 24 giugno 2016 ore 18,30

 

Presentazione:

prof. Roberto Cresti – Università di Macerata

Interverrà l’Assessore Regionale alla Cultura dott. Moreno Pieroni

 

Orari di apertura: 9,30 – 13,00; 15,30 – 19,30, chiuso 15 agosto

 

Info: Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi – tel 0731 207523 e mail: info@fondazionecrj.it; Facebook (sale museali di palazzoBisaccioni)

 

 

 

Servizio di RAI TRE sulla mostra