Maurizio Galimberti – mostra antologica

MAURIZIO GALIMBERTI
Antologica
a cura di Denis Curti

1 – 31 agosto 2019

Inaugurazione giovedì 1 agosto ore 18.00

Rocca Roveresca
Senigallia (AN)

La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, in collaborazione con il Polo Museale delle Marche e il Comune di Senigallia, rinnova il suo impegno nelle attività espositive della regione Marche, questa volta nella suggestiva sede della Rocca Roveresca di Senigallia dove per tutto il mese di agosto sarà aperta al pubblico una mostra antologica dedicata a Maurizio Galimberti, uno dei più importanti fotografi italiani degli ultimi decenni.

Senigallia Città della Fotografia rende omaggio a Maurizio Galimberti, oggi considerato il massimo esponente italiano di quella corrente artistica che utilizza la fotografia istantanea per esprimere la propria creatività.
Nato a Como nel 1956, appassionato da sempre di fotografia, inizia la propria ricerca per mezzo di una fotocamera a obiettivo rotante, utilizzando una classica pellicola analogica: con l’arrivo degli anni Ottanta, che eleggono la Polaroid a nuovo metodo d’indagine fotografica, Galimberti decide di abbandonare l’attività di famiglia per dedicarsi interamente alla sua passione, facendo della Polaroid e dell’immagine istantanea “il filo conduttore” della sua intera carriera artistica.
Per questa mostra antologica l’artista ha scelto di esporre alla Rocca Rocca Roveresca di Senigallia una raccolta di fotografie originali e tra le più rappresentative della sua produzione – tutte realizzate con il sistema Polaroid – provenienti dal proprio archivio e da collezioni private.
Lo stile personale di Galimberti si esprime nei cosiddetti “mosaici”, immagini che, come spiega il curatore della mostra Denis Curti, “hanno la particolarità di proporre il soggetto fotografato in composizioni realizzate da tante tessere o tasselli, tutti della stessa dimensione, ma di numero variabile tra un’opera e l’altra. In ognuna delle tessere viene riprodotto un frammento del tutto e nel caso specifico del ritratto, utilizzando un accessorio che permette scatti a distanza ravvicinata, ognuno dei tasselli accoglie un particolare del soggetto. L’abilità di Galimberti consiste nello scegliere la sequenza delle inquadrature e nell’accostare le varie parti: in questo modo vengono messi in evidenza i tratti più significativi e la personalità del personaggio ripreso, rompendo la continuità visiva di volumi e proporzioni”.
Sono proprio i ritratti che compongono una delle serie presenti in mostra, forse il genere cui Galimberti deve maggiormente la propria notorietà. I soggetti dei suoi scatti non sono anonimi personaggi, bensì illustri protagonisti della cultura italiana come tra gli altri Umberto Eco e Lalla Romano, della muscia coma Lucio Dalla e Loredana Bertè e non mancano anche le star straniere come Robert Altman. “Singole polaroid, una moltitudine di pezzi unici portatori di una sola identità”, come ben sintetizza Benedetta Donato in occasione della mostra antologica presso l’Istituto Veneto di Palazzo Franchetti di Venezia nel febbraio del 2013.
I “ready made” compongono un secondo tema sviluppato dall’artista in mostra: la tecnica duchampiana del prelevare oggetti d’uso quotidiano dal loro contesto per proporli come opere d’arte viene rielaborata in pieno “stile Galimberti”. Abbiamo così degli scatti a “mosaico”, dove il dettaglio viene immortalato dalla polaroid e manipolato con varie tecniche, per poi essere sovrapposto all’originale: l’artista reinterpreta così il ready made facendolo proprio.
La terza serie presente in mostra racchiude le fotografie di viaggio scattate dall’artista negli ultimi mesi e si dividono in due filoni agli antipodi: da un lato gli scatti realizzati a New York, metropoli brulicante di vita, composizioni dove le linee geometriche sono protagoniste, governate da architetture e asfalto; dall’altro lato ci sono invece fotografie realizzate in Emilia Romagna, terra di pianura dove il tempo sembra essersi fermato.
Quest’ultimo lavoro, ancora in buona parte inedito, si chiama “Progetto Emilia. Prime Istantanee” e riprende le orme del precedente Viaggio in Italia, realizzato nel 2003. Un lavoro dove Galimberti ragiona sul tempo e di conseguenza sulla memoria, e che si inserisce perfettamente nella storia della fotografia italiana: vengono subito alla mente Un Paese del 1955 di Cesare Zavattini e Paul Strand e soprattutto Viaggio in Italia del 1984 di Luigi Ghirri, opere che hanno riaffermato il ruolo dei paesaggi appartenenti all’Italia meno nota, eppure quelli che più di tutti ne ricreano l’identità individuale e collettiva.
Un progetto dove l’artista mostra, per la prima volta, non solo il mosaico finale, ma soprattutto la sua matrice, l’istantanea unica, la genesi da cui poi nascerà l’opera finale. Un salto in avanti quindi nella poetica di Galimberti, che nel raggiungimento della sua maturità artistica svela ed esplicita il procedimento che si cela dietro alle sue opere.
Maurizio Galimberti Antologica è una mostra completa che racconta l’artista nelle sue diverse sfaccettature, presentando i lavori più caratterizzanti degli ultimi anni e i progetti di continua ricerca tecnica e stilistica, con un particolare punto di vista che riesce sempre ad emozionare e affascinare.

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MAURIZIO GALIMBERTI
Antologica
A cura di Denis Curti

2 – 31 agosto 2019
Inaugurazione 1 agosto ore 18.00

Rocca Roveresca – Senigallia (AN)
Piazza del Duca 2

Orari di apertura: tutti i giorni 8.30 / 19.30
dall’1 al 3, dal 6 al 10 e il 16, 19, 24 agosto ore 19.30 / 24.00

Ingresso libero il 2, il 9 e il 16 agosto

Info:
www.roccasenigallia.it
info@fondazionecrj.it
www.fondazionecrj.it

Tina Modotti -Fotografa e rivoluzionaria

Tina Modotti - fotografa e rivoluzionaria a cura di Reinhard Schultz- progetto espositivo ideato da Francesca Macera - 13 aprile – 1 settembre 2019 - Inaugurazione 12 aprile ore 18.00.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, nella rinascimentale sede di Palazzo Bisaccioni, celebra Tina Modotti, una delle più grandi fotografe del Novecento, attraverso una mostra che vuole delineare la sua vicenda esistenziale oltre che artistica, celebrandone il mito, ma raccontando anche gli aspetti più privati. Fotografia e vita collimano, l’una a raccontare l’altra con un intento di onestà, passione e ideali.

La mostra “Tina Modotti fotografa e rivoluzionaria” è composta da sessanta fotografie provenienti dalla Galerie Bilderwelt di Berlino di Reinhard Schultz, che ne è anche il curatore. Obiettivo del progetto espositivo, ideato da Francesca Macera, è quello di ripercorrere le affascinanti vicende biografiche di Tina Modotti, far scoprire la sua grande abilità di fotografa e le passioni che ne condizionarono in maniera determinate l’esistenza, attraverso un percorso che si snoda in sei tappe, che ripercorrono i luoghi, le immagini, gli amici, gli amanti che fecero parte dell’affascinante universo di Tina. Di origini friulane, giovanissima emigrò negli Stati Uniti per poi trasferirsi in Messico, dove partecipò attivamente alla fervida vita culturale e politica che negli anni Venti del Novecento animava il paese.

La mostra si apre con la sezione dedicata alle sue origini e alla sua storia familiare. Nata a Udine nel 1896 a cause delle difficili condizioni di vita, a soli diciassette si imbarca su un piroscafo diretta verso la California, dove la attendevano a San Francisco il padre e la sorella. Lì conosce e si innamora del pittore canadese Roubaix de l’Abrie Richey, detto Robo e con lui si trasferisce a Los Angeles.
La seconda sezione documenta la sua breve carriera hollywoodiana, in qualità di attrice del cinema muto. Scritturata per parti da avvenente femme fatale, partecipa a diverse pellicole, tra cui The Tiger's Coat del 1920 diretta Roy Clements, unico documento cinematografico superstite della carriera di attrice di Tina Modotti

Snodo fondamentale del percorso è la terza sezione, relativa alla fotografia, che Tina scoprì grazie all’incontro con il fotografo statunitense Edward Weston, che per molti anni fu suo mentore e con il quale si trasferì in Messico nel 1923 e intrecciò anche una lunga ed appassionata relazione sentimentale. Entrambi influenzati dal costruttivismo europeo e dall’estridentismo messicano, fotografano inizialmente gli stessi soggetti e oggetti, ma già da queste prime prove inizia a delinearsi la visione e la personalità fotografica densa di umanità della Modotti. Ne sono un esempio in mostra Serbatoio n. 1 con i volumi accentuati da prospettive geometriche, o l’ammorbidirsi delle linee nella celebre Calle in cui tutto viene giocato nel contrasto tra luce e ombra.
Weston rimane una presenza costante nella vita di Tina, ma l’amore è destinato a finire, quando la sua passione politica la allontana irrimediabilmente dall’estetica formale del fotografo statunitense. Per questo assoluto protagonista della quarta sezione in mostra è il Messico, terra di passioni e tumulti, in cui la giovane Tina trova rifugio, amore e soprattutto ispirazione.  (continua...)

Servizio RaiTre

Francesca Macera, ideatrice del progetto espositivo della mostra su Tina Modotti, al programma radiofonico Suite di Radio Rai 3 venerdì 10 maggio

Ricordi in musica

 

 

 

Mostra “Ricordi in Musica” – inaugurazione sabato 23 marzo ore 17.30

E’ una esposizione che da conto di una consistente raccolta di dischi sia in bachelite a 78 giri, che in vinile a 33 giri che ricomprendono la produzione musicale dai primi anni del ‘900 agli anni ’80. La collezione si deve all’appassionato interesse del Prof. Sergio Angeletti, nato a Jesi, ma da sempre vissuto a Milano, che, nel corso degli anni, ha messo insieme 3215 dischi che ha destinato all’Associazione appositamente costituitasi di recente presieduta dall’Ing Paolo Morosetti.
I dischi sono stati tutti inventariati dalla Dott.ssa Loretta Mozzoni e dall’Avv. Paola Duca e fotografati dal Dott. Luciano Giuliodori, permettendo di individuare piccoli gioielli o rarità legati soprattutto alla musica classica, sia sinfonica che operistica.

L’inaugurazione della mostra sarà preceduta da un convegno durante il quale prenderanno al parola la Prof.ssa Francesca Matacena – Docente al Conservatorio di Pesaro, il Prof. Antonio De Simone – Docente presso l’Università di Urbino, e le due curatrici Loretta Mozzoni e Paola Duca. I relatori illustreranno i contenuti della collezione, i suoi risvolti socio-culturali e la sua valenza musicale. Il convegno, che vedrà la presenza del Prof. Sergio Angeletti a cui è dedicato l’intero progetto, è aperto alla cittadinanza e darà modo agli intervenuti di prendere consapevolezza dell’importanza della raccolta che presenta incisioni dei più importanti compositori di tutti i tempi e dei più famosi esecutori del Novecento. La mostra è corredata da un catalogo che abbina la tradizionale forma cartacea con la più innovativa registrazione su pennetta usb, nella quale si da conto dell’intera raccolta inventariata e fotografata.

La mostra resterà aperta dal 23 Marzo al 7 Aprile secondo i seguenti orari: giorni feriali il pomeriggio dalle 16,30 alle 19,00, i fine settimana il mattino dalle 10,00 alle 12,30 ed il pomeriggio dalle 16,30 alle 19,00.

Ingresso libero.

Cromolandia – Silvio Natali

Silvio Natali.

Nato a Corridonia (MC) l'1/10/1943, laureato in Medicina, pittore autodidatta, nel corso della sua attività artistica oramai quarantennale ha esposto in numerosissime mostre personali e collettive sia in Italia che all'estero. Di lui Raffaele De Grada scriveva: "Silvio Natali si presenta da oltre trent'anni sulla scena dell'Arte con una personalità evidente che riduce in composizioni di respiro gli incontri tra le suggestioni del reale e gli spazi di una fantasia che vibra a mezzo di tasselli colorati, riportandoci a un'idea generale certo non comune". Hanno scritto di lui, tra gli altri, Lucio Del Gobbo, Paolo Levi, Franco Farina, Vittorio Sgarbi, Alvaro Valentini, Franco Patruno, Daniele Radini Tedeschi.
L'artista ora espone a Jesi, presso Palazzo Bisaccioni, 18 tele eseguite negli ultimi anni, in una mostra personale volutamente titolata "Cromolandia" a sottolineare la presenza importante del colore. Il colore infatti assieme al segno costituisce la caratteristica distintiva delle sue opere che lo ha fatto conoscere ed apprezzare.

Grand Tour della Cultura 2018

In occasione del Grand Tour Cultura 2018-2019, il 10/02/2019, la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e la Biblioteca Comunale propongono l’iniziativa “Chi è di scena?”
Alle 17.30 apre l’evento al Palazzo della Signoria uno spettacolo di musica e danza della Corale Santa Lucia di Jesi, al termine del quale sono previsti due percorsi guidati a tema:
- Palazzo della Signoria - Ore 18.30 e ore 19.15 - Visita guidata alla mostra di libri e documenti antichi "Jesi al tempo di Lorenzo Lotto"
- Sale Museali di Palazzo Bisaccioni - Ore 18.30 e ore 19.15- Visita guidata alle opere pittoriche legate al Rinascimento

L'ingresso è gratuito.

Scarica il programma completo

Spazio espositivo Sergio Tapia Radic

Esposizione permanente.

 

La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, nell’ambito dei propri scopi statutari, ha scelto di privilegiare il settore dell’arte e della cultura impegnandosi attivamente nella conservazione e nella promozione del patrimonio artistico del territorio. Nel corso degli anni la storica sede di Palazzo Bisaccioni si è trasformata in un luogo di aggregazione culturale in cui è possibile fruire di una ampia offerta di attività espositive oltre che di conferenze e incontri formativi. Proprio all’interno di questi pregevoli spazi, si è deciso di dedicare una sala espositiva ad una selezione di opere scultoree del Maestro Sergio Tapia Radic, di origine cilena e noto a livello internazionale ma da molti anni residente nelle Marche.

Palazzo Bisaccioni Tutti i giorni 9.30/13 - 15.30/19.30 Chiuso 1° gennaio, 15 agosto, 25 dicembre INGRESSO LIBERO

 

 

Sergio Tapia Radic nasce a Puerto Natales in Cile l’8 maggio 1938 da madre (Radic) di origine slava e padre (Tapia) di origine spagnola, genitori che erano immigrati nel continente sudamericano nella metà dell’Ottocento. Inizia a viaggiare già in tenera età grazie al padre militare, sviluppando una sua sensibilità per la natura e per il valore profondo delle cose. Durante i numerosi spostamenti, che lo hanno portato a vivere in ogni parte del Cile, incluse isole quasi deserte dove mancava perfino la corrente elettrica, si appassiona all’arte leggendone e ammirandone i libri, in particolar modo quelli dedicati agli artisti italiani come Michelangelo e Donatello. La sua bravura come scultore viene riconosciuta, già negli anni in cui era ancora studente presso l’Università del Cile, vincendo nel 1962 e nel 1963 il Gran Premio de Honor: Feria Publica Nacional de Artes di Santiago del Cile e nel 1965 il Primo Premio alla Feria de Artes Plasticas promossa dalla Illustre Municipalidad de Viña del Mar.

 

Inaugurazione della mostra

La scuola di San Lorenzo – Una Factory romana

Servizio Rai Tre

La Scuola di San Lorenzo. Una Factory romana.

Dal 7 Dicembre 2018 al 17 Marzo 2019.
Inaugurazione 7 dicembre alle 18,00 Palazzo Bisaccioni.

Un quartiere proletario di Roma, San Lorenzo, un edificio della cosiddetta archeologia industriale, l’ex Pastificio Cerere, sono la cornice entro la quale un gruppo di artisti: Domenico Bianchi, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio (Di Stefano), Piero Pizzi Cannella, Marco Tirelli, tra la metà degli Anni Settanta e gli inizi degli Anni Ottanta, dà origine ad uno dei poli più vitali dell’arte contemporanea.

In questa situazione, un po’ bohémienne, nasce quella che può essere definita come una vera e propria factory nostrana.
Sono gli anni della Transavanguardia, gli anni dei Cucchi, Chia, Clemente, Paladino, De Maria, dai quali gli artisti di Via Degli Ausoni, prendono, però, subito le distanze, soprattutto rispetto alla pratica della “citazione”.

Due sono le date fondamentali che hanno segnato l’affermazione del gruppo, in campo nazionale ed internazionale.
1984, la mostra “Atelier”,curata da Achille Bonito Oliva e allestita nei rispettivi studi degli artisti di Via Degli Ausoni, 7.
1988,“Le Scuole Romane”, Verona, Palazzo Forti, curata da Giorgio Cortenova, una sorta di ideale continuità, a partire dagli Anni Trenta fino agli Anni Ottanta.
Un percorso che va dagli anni della “Scuola Romana” di Scipione e Mafai, attraverso  Cagli, alla “Scuola di Piazza del Popolo” che vede protagonisti, tra gli altri, Schifano, Angeli, Festa, Fioroni, alla “Scuola di San Lorenzo”.
Come sostiene Patrizia Ferri: “Questi artisti non si sono identificati con il luogo, ma è proprio quest’ultimo che li ha identificati e ne è rimasto a suo volta segnato”.
La mostra, promossa dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi, in collaborazione con la Galleria GINOMONTI arte contemporanea - Ancona, è curata da Giancarlo Bassotti e si avvale del contributo critico di Marco Tonelli. In mostra una selezione di opere, circa quaranta, rappresentative di quello che è stato uno dei poli più importanti dell’arte contemporanea.

 

Tutti i giorni ore 9.30/13 e 15.30/19.30

Chiuso il 25 dicembre 2018 ed il 1° gennaio 2019

INGRESSO LIBERO

Scarica l'articolo dalla rivista Arte - Cairo Editore

Inaugurazione della mostra

Romina Ragaglia Mare nostrum

ROMINA RAGAGLIA è un artista creativa contemporanea nata a Chiaravalle dove vive e opera. Ispirata al mare e alla natura, attratta dalla corrente artistica della Pop- Art che si riconosce dalla pennellata stratificata posterizzata e dalla introduzione dei collage. E’ diplomata in tecnica della grafica pubblicitaria e nel Web Design. Nel corso degli anni ha approfondito i suoi studi e la manualità in diversi cosi di pittura e disegno, tra i quali quello di Anatomia Umana presso il Liceo Artistico di Ancona tenuto da qualificati professionisti.
Ha allestito molte mostre personali nella provincia di Ancona: Negli anni 2013 – 2015 – 2017 – 2018 presso il palazzo dei Convegni a Jesi. Negli anni 2015 – 2016 presso Atelier dell’Arco Amoroso in Ancona. A Senigallia nel 2018 presso Galleria Expo-ex. A Castelfidardo nel 2016 presso Auditorium San Francesco. A Staffolo nel 2016 presso Teatro Cotini. Ma anche fuori provincia: Nel 2015 presso Galleria EM di Ravenna, nel 2017 presso la sala Convegni di Marotta e nel 2018 presso Biblioteca Moroni a Porto Recanati. Ha icevuto diversi premi e riconoscimenti tra i quali: Premio Internazionale Spoleto Festival Art 2014, 4° classificata premio nazionale città di Castelfidardo “Omaggio a Rodolfo Gasparri”2014 . Premio Comune di Trivero Segnalazione di Merito anno 2016, 3° classificata Premio giuria tecnica estemporanea “Festando la Terra” di Serra San Quirico 2017, 3° classificata al Premio Novella Torregiani sezione pittura anno 2018. Sempre nel 2018 Premio Arte Senigallia in moda 2° Classificata. E’ stata promossa in diverse collettive di arte contemporanea , tra le più importanti: Nel 2014 presso la triennale di Arti Visive a Roma, sempre nel 2015 presso la fondazione Lazzareschi di Lucca, nel 2015 al Premio Salvi di Sassoferrato e nel 2018 nel festival internazionale di Artcevia.

Dalle parole di Donato Mori:
“Romina Ragaglia sin dall’adolescenza ha scoperto quella che potremmo definire una vera e propria vocazione per la creatività artistica, si perché un vero artista come lei è un missionario della bellezza che, pur tra mille difficoltà, abbellisce il cammino dell’umanità cospargendolo con i fiori delle sue opere e , se guardiamo i dipinti di Romina, ci accorgiamo che ognuno predica la bellezza della vita e della natura, nella quale le costruzioni umane sono in perfetta armonia col paesaggio. Con l’ausilio dello schizzo dal vero e della fotografia sceglie accuratamente l’inquadratura più scenografica e suggestiva per ritrarre luoghi che possano infondere serenità e magari suscitare nello spettatore ricordi piacevoli o sensazioni capaci di sollevarlo momentaneamente dai problemi quotidiani.
Osservando i suoi quadri da vicino si nota che l’artista giustappone sapientemente pennellate di colore diverso, piatto, senza sfumature, che solo ad uno sguardo sempre più distanziato definiscono un immagine armonica e compiuta.” In questa mostra intitolata “Mare Nostrum” possiamo trovare una serie di opere che l’artista ha voluto raccogliere e che rappresentano il nostro mare, quello adriatico, dalla riviera del Conero fino ad arrivare al mare di Senigallia, concentrando la sua attenzione alle barche, agli ombrelloni e hai scorci paesaggistici di Ancona e Senigallia, scorci che quest’ultimi non restano indifferenti ad un pubblico di turisti.

La mostra resterà aperta dal 13 Ottobre fino al 28 Ottobre 2018 negli orari di apertura della fondazione. Inaugurazione Sabato 13 Ottobre alle ore 18.

Frammenti

Sabato 6 ottobre 2018, alle ore 17:30, si terrà la presentazione della mostra fotografica di Luisa Bondoni, dal titolo FRAMMENTI, e di Marina De Mitri, dal titolo FUORI DI LIBRO.

“La mostra è incentrata sul ritratto fotografico che non è solo la rappresentazione di un viso, ma è un modo per il fotografo per far conoscere qualcosa di sé (Luisa Bondoni).
Attraverso i loro scatti, Luisa Bondoni e Marina De Mitri rendono in immagine le loro emozioni, aspettative, i loro disagi e sogni e ci mostrano ciò che hanno vissuto, visto, ascoltato e letto. Come un libro o come un viaggio, le loro fotografie raccontano e fanno emergere la fantasia, l'originalità di chi le ha scattate nonché il suo stile e la sua anima. Ogni opera ha valore in quanto contiene un messaggio che viene comunicato e trasmesso agli spettatori.

All'incontro, promosso e curato dall'Associazione Culturale SPEIRO, saranno presenti entrambe le fotografe Luisa Bondoni e Marina De Mitri.

L'esposizione sarà visitabile dal 6 al 21 ottobre 2018.

L'ingresso è gratuito.