Italo Tanoni – I volti e i luoghi della penitenza

Da moltissimi anni mi occupo di reportage fotografici che oltre all’aspetto delle immagini e alla bellezza delle scene rappresentate, cercano di documentare e di cogliere gli aspetti particolari e i comportamenti ricorrenti dei soggetti e delle comunità a cui appartengono. Prima penso, studio e osservo il contesto della scena da rappresentare con la foto, poi scatto.

Italo Tanoni
(di Loreto AN) Giornalista professionista, direttore responsabile della rivista pedagogica Innovatioeducativa. È stato Ispettore tecnico del MIUR e docente di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento (a Scienze della Formazione) e di Sociologia della religione (a Sociologia) presso l’Università di Urbino e all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Ancona. Ultimamente è stato Garante dei Diritti degli adulti e dei bambini della Regione Marche. Autore di numerosi saggi e pubblicazioni (www.italotanoni.it).

I quarantanni del sistema sanitario nazionale

La Fondazione Carisj, sempre sensibile alle problematiche attuali, intende approfondire questo tema nell’ambito della collana di eventi “Incontri in Fondazione” grazie alla partecipazione di un importantissimo “attore” della Sanità marchigiana, quale il Dr. Alessandro Marini, Direttore Generale Azienda Sanitaria Unica Regionale Marche.

Ingresso libero.

In questi ultimi mesi numerosi articoli apparsi nella stampa sui 40 anni del SSN hanno ripercorso il lungo cammino della Riforma (o meglio delle Riforme) della Sanità attraverso testimonianze ministeriali. La 833/78 è stata una delle più importanti Riforme economico-sociali e politiche della nostra storia repubblicana. Un pilastro delle politiche di cittadinanza, di welfare, di coesione sociale mediante valori fondanti quali universalismo, sostanziale gratuità, prevenzione, cura, riabilitazione. Sono quindi giuste sia una celebrazione sia una riflessione, in una situazione attuale in cui occorre rispondere al quesito se la soluzione stia in una maggiore autonomia tout court o in un regionalismo cooperativo fra Stato e Regioni e anche fra Regioni stesse, senza omettere di definire il ruolo della Sanità privata ed il momento economico del nostro Paese.

Ovidio fra tradizion e innovazione

"A dispetto della relegazione a Tomis, sul Mar Nero, imposta da Augusto, la fortuna di Ovidio è stata grande già presso i contemporanei, i primi a rendersi conto della sua straordinaria capacità di conferire nuova vita a generi letterari spesso stancamente ripetitivi"

Il Prof. Paolo Fedeli è Accademico Nazionale dei Lincei e membro straniero dell’Accademia delle Scienze di Lisbona, ha compiuto i suoi studi secondari a Jesi e si è laureato in Lettere classiche presso l'Università degli Studi di Bari nel giugno del 1961. Libero docente in Letteratura latina nel 1967, nel 1968 è risultato vincitore della cattedra di Filologia classica presso l'Università di Friburgo (Svizzera), che ha tenuto sino al 1975. Dal 1976 al 31 ottobre 2010 è stato ordinario di Letteratura latina nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari; attualmente è Professore Emerito dell’Università degli Studi di Bari. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti nel corso della sua lunga carriera, dedicata principalmente agli autori latini, sui quali ha redatto numerosi libri, articoli e studi.
Ingresso libero.

Un legame di cuore

Venerdì 15 marzo alle ore 18 presso la sala assemblee della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi sarà presentato il libro “UN LEGAME DI CUORE: 25 anni di cultura ed impegno sociale” edito dalla stessa Fondazione in occasione delle celebrazioni dei primi 25 anni di vita dell’ente che sono state programmate per tutto l’anno in corso.
Dopo l’intervento del Presidente Bassotti interverrà lo storico della vita delle due vallate – Vallesina e Valmisa - il Prof. Fabio Ciceroni per presentare il volume.
Il libro, curato dal giornalista Nicola Di Francesco, ripercorre nelle sue 343 pagine questi primi 25 anni e non poteva non riferire anche le vicende della Banca Marche S.p.A in quanto la Fondazione jesina, insieme a quella di Macerata e Pesaro, deteneva la maggioranza delle azioni che si sono volatilizzate per cercare di salvare l’azienda di credito.
Nella seconda parte del libro viene descritta la trasformazione portata avanti dall’attuale Presidente Bassotti per rendere la Fondazione un organismo aperto alle iniziative ed alla partecipazione dei cittadini.
L’ultima parte del libro, invece, descrive minuziosamente l’impegno della Fondazione jesina per il sociale e per i finanziamenti rivolti agli enti più importanti dei territori della Vallesina e Valmisa. Ci saranno scoperte estremamente interessanti nel verificare gli impegni finanziari che l’istituzione jesina ha investito in 25 anni.

Alla presentazione del libro saranno presenti tutti i Presidenti che si sono intervallati nel tempo, compresa la vedova del primo Presidente Rag. Luigi Pieralisi.
A tutti i presenti la Fondazione, al termine della serata, consegnerà in omaggio una copia del libro.

Foibe ed Esodo – una pagina “dimenticata”

Lucia Bellaspiga, figlia di esuli istriani e consigliere del Libero Comune di Pola in Esilio, giornalista del quotidiano "Avvenire" dal 2001, si occupa principalmente degli Interni e del settore 'Dossier' dedicato a servizi ed inchieste ad ampio raggio.
Ha pubblicato vari libri, tra i quali una biografia su Carlo Urbani, il primo medico italiano vittima della SARS, sullo scrittore Dino Buzzati in occasione del centenario della nascita e sul brigadiere dei Carabinieri Giuseppe Coletta, scomparso nella strage di Nasiriyah.
Ha partecipato in qualità di ospite ad alcune trasmissioni televisive delle reti Rai e Mediaset come Italia allo specchio, Cominciamo bene, Mattino 5, Alle Falde del Kilimangiaro, Tg2 Dossier, Tg1 Fa' la cosa giusta, durante il periodo del quinto anniversario della strage di Nasiriyah, assieme alla coautrice del libro "Il seme di Nasiriyah. Giuseppe Coletta il brigadiere dei bambini", Margherita Coletta.
Ha collaborato con numerosi quotidiani nazionali, quali II Giornale, L'Indipendente, La Repubblica, La Padania.

Premi e riconoscimenti:
- 2003 della prima edizione del premio in memoria della giornalista Maria Grazia Cutuli
- 2004 del premio giornalistico «Benedetta D'Intino» La storia dimostra che il passato si supera solo facendo i conti con esso e da esso imparando

L’espressione "massacri delle foibe", avvenuti tra il 1943 ed il 1946, indica gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra, ad opera dei Comitati popolari di liberazione jugoslavi, con il conseguente abbandono delle proprie terre di circa 350.000 italiani. Il nome deriva dai grandi inghiottitoi carsici dove furono gettati molti dei corpi delle vittime, che nella Venezia Giulia sono chiamati, appunto, "foibe".
L’obiettivo del convegno è conservare e rinnovare la memoria di una tragedia fino a pochi anni fa dimenticata e che è tornata finalmente alla luce con grande fatica solo negli ultimi 20 anni.
Appuntamento che apre il primo semestre di quest’anno degli “Incontri in Fondazione”, confronti e proposte su temi di cultura ed attualità, organizzati dalla Fondazione.

Ingresso gratuito.

Best Value Award

ll 14 dicembre alle 11.30 presso la nostra sede di Palazzo Bisaccioni si è tenuta la cerimonia di consegna dei Best Value Award, i premi alle dodici aziende marchigiane che nel corso del 2017 si sono distinte per l'ottima gestione manageriale.
Nel corso dell'evento è stata  presentata la ricerca condotta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e dalla società di consulenza Network Advisory.

Scarica la ricerca

 

 

 

 

Sono morti i nostri figli

La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi nell’ambito dei suoi “Incontri in Fondazione”, serie di convegni su temi di cultura ed attualità, giovedì 13 dicembre 2018 alle ore 18 a Palazzo Bisaccioni, ospiterà Luca Pagliari, storyteller, giornalista e documentarista.L’incontro previsto dal titolo “Storie di bullismo e cyberbullismo” verrà in questa occasione accantonato, per lasciare il posto a riflessioni di Pagliari sui recenti tragici fatti avvenuti a Corinaldo, con un convegno dal titolo “Sono morti i nostri figli”.Appuntamento che chiude il secondo semestre 2018 degli “Incontri in Fondazione”.Ingresso libero.
“In quell’angolo di campagna apparentemente innocua sono morti i nostri figli. Quelli hanno le Nike, i jeans a tubo, le caviglie scoperte e qualche tatuaggio sparso, frutto di trattative estenuanti con le madri. Sono morti i nostri figli che l’otto dicembre avrebbero dormito fino a mezzogiorno, presentandosi direttamente per il pranzo con gli occhi ancora pieni di sonno.”
www.lucapagliari.it/
facebook

Incontro – Social Media e nuovi modi di comunicare

Obiettivo dell’intervento è presentare una panoramica sugli aspetti evolutivi della comunicazione, con un focus particolare sul ruolo dirompente che stanno ricoprendo i social media in questo ambito in continuo cambiamento.
In quest’ottica, verranno presi in esame i principali social media come ad esempio Facebook, Instagram e LinkedIn, di cui si descriveranno i trend e le novità.
L’incontro prosegue con un approfondimento sulle opportunità di marketing che questi strumenti digitali possono fornire a imprese, professionisti e organizzazioni.

Luca Marinelli è assegnista di ricerca e docente a contratto presso L’Università Politecnica delle Marche, è docente di social media marketing nel Master Executive “Digital Marketing e Social Media Communication” della Luiss Business School. Lavora con organizzazioni e imprese su progetti di marketing digitale.


Evento accreditato dall’Ordine dei Giornalisti.
Saranno riconosciuti n. 3 crediti formativi. Iscrizioni sulla piattaforma Sigef.

Qui potete scaricare le slide dell’incontro

Incontro – Viaggio nella nostra storia

 

Il Centro Turistico Giovanile Vallesina, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, organizza la nuova rassegna “Viaggio nella nostra storia”, ciclo di incontri in cui verranno raccontate Jesi e la Vallesina, i loro personaggi ed i loro luoghi nell’avvicendarsi dei secoli.

La puntata zero, apripista della rassegna che inizierà a febbraio 2019, avrà luogo sabato 20 ottobre, ore 17,30, presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi in Piazza Colocci, 4.

Per celebrare il centenario della fine della Grande guerra, in questa puntata verrà illustrata la figura di Cristina Colocci Vespucci Honorati, crocerossina volontaria e
nostra concittadina.

Incontro – La vocazione oggi

 

 

Padre Alessandro Ciciliani, Sacerdote Passionista, tratterà questo interessante tema raccontando la sua esperienza personale, come è arrivato a questa importante scelta di vita entrando a far parte della secolare Congregazione della Passione di Gesù Cristo.

Padre Alessandro è sacerdote dal 2008 e appartiene alla Famiglia religiosa dei Passionisti. La Congregazione della Passione di Gesù Cristo, è un Istituto religioso internazionale fondato nel 1720 da San Paolo della Croce (1694-1775). I suoi membri, detti comunemente “Passionisti” (religiosi sacerdoti e religiosi fratelli) , emettono il voto di fare memoria e proclamare l’amore di Dio per il mondo rivelato attraverso la Passione di Gesù Cristo. Da quasi 300 anni, continuano a portare il messaggio della Croce, con la vita e con la parola, in 61 paesi nel mondo.

“ Come Padre Alessandro Ciciliani si è avvicinato alla spiritualità passionista:
L’incontro decisivo ci fu grazie ad un invito a partecipare ad un gruppo chiamato “Gruppo Tend” appunto perché orbitante attorno alla manifestazione della Tendopoli di San Gabriele. Conobbi perciò personalmente padre Francesco Cordeschi nel 1996 e l’anno seguente partecipai alla mia prima Tendopoli presso il santuario di San Gabriele alle pendici del Gran Sasso. Fu un’esperienza che lasciò il segno: mi colpirono quei religiosi con quell’abito semplice ed elegante, quel segno sul petto (un cuore sormontato da una croce con al centro la scritta JESU XPI PASSIO) che condensava tutta la spiritualità passionista centrata sull’amore di Dio rivelato nella Passione e morte di suo Figlio Gesù. Il compito dei Passionisti era proprio quello di far scendere la croce, cioè l’amore, nel cuore di ogni uomo perché si fosse sentito amato da Dio. Quell’incontro mi affascinò e cominciai ad interessarmi a quello stile di vita.”
Padre Ciciliani è rimasto in contatto con la sua parrocchia di origine, l’Abbazia Cistercense di Chiaravalle, e con il parroco di allora, ora Vescovo di Jesi, S. E. Mons. Gerardo Rocconi.